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La temperatura

    La temperatura

    I valori della temperatura, riferiti alla media del decennio 1951-60 e relativi a località costiere e delle zone interne a diversa altitudine, mettono in risalto le sensibili differenze nelle condizioni termiche delle varie parti della Campania. La temperatura media risulta superiore a 180 nella fascia litoranea (i8°,2 a Napoli-Fisica Terrestre, a m. 54 s. m. ; i8°,3 a Salerno a m. 40 s. m.) e si abbassa a mano a mano che aumentano l’altitudine e la distanza dal mare, sia nella parte centro-settentrionale della regione (17°,5 a Caserta, a m. 90 s. m. ; 15°,8 a Benevento, a m. 170 s. m.; 15°,5 ad Avellino, a m. 370 s. m. ; n°,5 ad Ariano Irpino, a m. 794 s. m. ; 9°,o a Montevergine, a m. 1270 s. m.), che nel Cilento (Casal Velino 16°,3, a m. 225 s. m.; Sala Consilina 13°,8 a m. 580 s. m.).

    Per quanto riguarda le medie mensili i dati del decennio considerato ci permettono di dedurre che oltre i 1000 m. di altitudine in nessun mese si registrano valori superiori a 20° e per oltre un semestre se ne hanno altri inferiori a 100. Nella zona altimetrica compresa tra 500 e 1000 m. i mesi con oltre 20° di temperatura media sono di solito due e quelli con medie inferiori a 100 variano tra quattro e sei.

    Particolari condizioni ambientali possono fare abbassare sensibilmente il limite alti-metrico inferiore di questa fascia, come, ad esempio, nella conca di Avellino, che è rivestita di un florido mantello forestale, o sulle falde settentrionali dell’Alburno, dove l’insolazione è nulla per alcuni mesi (Sicignano).

    Nella zona altimetrica sotto i 500 m. i mesi con temperature superiori a 20° sono di solito quattro (giugno, luglio, agosto e settembre) e presso il mare, nelle località più favorite, non si registrano medie mensili inferiori a io0.

    Il mese più freddo è di solito gennaio (Napoli, io0,5; Salerno, io0,3; Benevento, 7°,i; Avellino, 6°,3; Ariano Irpino, 3°,3; Sala Consilina, 5°,9), quello più caldo è luglio per alcune località (Napoli, 26°,6; Caserta, 26°,o; Avellino, 22°,7), agosto per altre (Salerno, 26°,8; Benevento, 24°,7; Montevergine, i8°,7; Ariano Irpino, 2i°,o; Sala Consilina, 22°,8), ma le differenze sono pressoché insensibili tra i valori, sia dei mesi più freddi di gennaio e febbraio che di quelli più caldi di luglio e agosto. Un confronto con i dati di Bari (24°,5 in luglio; 8°,4 in gennaio) mette in evidenza i vantaggi del litorale tirrenico rispetto a quello adriatico.

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    Nelle zone più lontane dal mare le escursioni diurne, cioè le differenze tra le temperature massime e minime giornaliere, risultano più accentuate. L’escursione annua, cioè la differenza tra la temperatura media del mese più caldo e quella del mese più freddo, oscilla intorno a 160 nelle località costiere e diventa più notevole nelle località dell’interno (Benevento, i7°,6) e ad una certa altitudine (Montevergine, i8°,8), a causa della loro maggiore continentalità.

    Le variazioni termiche tra i mesi più freddi, che sono dicembre, gennaio, febbraio e marzo, risultano di circa due gradi; quelle tra i mesi più caldi, che sono giugno, luglio, agosto e settembre, non superano i tre gradi. E significativo constatare che sono quasi uguali le medie termometriche dei mesi di dicembre e di marzo, come di giugno e di settembre, gli uni con temperature abbastanza basse da farli rientrare nella stagione fredda, gli altri con temperature sufficientemente alte per far parte della stagione calda.

    I più notevoli salti termici in senso positivo si verificano tra maggio e giugno (quattro gradi) ed indicano il vero passaggio dalla primavera all’estate; quelli in senso negativo tra settembre e ottobre e tra ottobre e novembre (cinque gradi nelle località dell’interno; quattro gradi in quelle litoranee) ed indicano il passaggio dall’estate all’inverno. La primavera è piuttosto lunga per il lento aumentare della temperatura fino al mese di giugno; l’autunno, invece, è più breve per le abbondanti precipitazioni e per il considerevole numero di giorni coperti, che determinano sensibili abbassamenti di temperatura. Ottobre è di solito ancora abbastanza caldo.

    Temperature medie di oltre 20° nei quattro mesi dell’estate, che sono anche quasi del tutto privi di precipitazioni, interessano la fascia litoranea, la quale è piuttosto ventilata, e gode, nelle parti meglio esposte, di medie superiori a io0 nel mese più freddo. Le minime assolute scendono rarissimamente sotto zero gradi sul litorale, che si distingue per la notevole stabilità dei valori termometrici e, data anche la limitata piovosità concentrata in 80-90 giorni, è l’ambiente adatto per

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    essenze xerofile e per colture arboree a radici profonde e a fioritura precoce. Esso costituisce una zona di grande richiamo per turisti nazionali e stranieri ed è stata preferita, nel passato, dall’aristocrazia e dalla borghesia napoletana, che l’ha cosparsa di ville e di case di villeggiatura, in esse trasferendo i motivi dell’arte costruttiva cittadina del tempo.

    I pochi valori riportati hanno lo scopo di illustrare l’andamento medio del fenomeno; ma un quadro più preciso delle condizioni termiche della regione non si può avere se non considerando anche le temperature minime e massime assolute, registrate nelle principali stazioni. Queste, oltre ad un interesse scientifico, hanno una considerevole importanza pratica, per la diffusione di particolari colture arboree ed erbacee e per la ulteriore valorizzazione turistica delle nostre spiagge e dei centri costieri.

    II termometro, nel decennio considerato, ha raggiunto in agosto i valori più alti e in gennaio o in febbraio quelli più bassi. Le punte massime sono oscillate tra 330 e 390 a Napoli, tra 34° e 390 a Salerno, a Caserta e a Benevento, tra 310 e 36° ad Avellino, tra 240 e 30° a Montevergine, tra 290 e 350 ad Ariano Irpino, tra 310 e 370

    a Sala Consilina, per ricordare solo quelle stazioni i cui valori possono essere riferiti ad aree molto più vaste, litoranee, di montagna, delle conche interne e così via. Si tratta però — occorre ricordarlo — di massimi termometrici che si verificano solo raramente, e in pochi giorni all’anno.

    Le punte minime sono state registrate nel febbraio 1956, cioè durante uno dei più rigidi inverni che abbiano colpito la nostra penisola. In quel mese il termometro scese fino a — i°,8 a Napoli, a — 3°,3 a Salerno, a — 2°,9 a Caserta, a — 8°,6 a Benevento, a — io0,6 ad Avellino, a — I3°,6 ad Ariano Irpino, a — I5°,2 a Roc-camonfina, a — i6°,9 a Montevergine. Data l’esposizione molto favorevole, a Sala Consilina, nel Vallo di Diano, il minimo assoluto fu di — 7°,3, sensibilmente superiore rispetto al versante sinistro del Tànagro, esposto a settentrione, e a molte altre località a minore altitudine delle conche interne e del versante adriatico.

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    Questi minimi termici si verificarono in occasione di un fenomeno eccezionale per la nostra regione, nella quale i danni alle colture non furono irreparabili, perchè tali minimi si toccarono in un mese in cui notevole è la serenità del cielo e sensibilmente lungo il periodo di insolazione: se fossero capitati in gennaio i danni sarebbero stati di gran lunga più gravi, per la minore altezza del sole sull’orizzonte e per la maggiore durata delle notti. Ciò si è verificato nel mese di gennaio 1963, ossia in un altro dei più rigidi inverni che abbiano colpito l’Italia e l’Europa.

    Nel decennio si sono registrate temperature inferiori a zero gradi soltanto in due anni a Napoli e a Salerno, in tre anni a Caserta, in sei a Casal Velino, in nove a Benevento. Nelle località più interne e in quelle a maggiore altitudine, ove si risentono di più gli effetti dei venti freddi settentrionali, la temperatura si abbassa molto di frequente sotto zero gradi. La tramontana, detta comunemente « vento di terra », porta periodicamente sensibili abbassamenti di temperatura anche nelle zone costiere, ma in special modo sui versanti esposti a nord (Costiera Sorrentina). Di solito dura pochi giorni, perchè presto si instaura sul Mediterraneo una forma di più stabile equilibrio atmosferico o si verifica un capovolgimento di fronte, per il prevalere di altri anticicloni su quello continentale.